Allenamento ibrido: come combinare forza e corsa senza sacrificare la performance
L’allenamento ibrido nasce dall’unione di due capacità che per anni sono state considerate quasi incompatibili: forza e resistenza.
L’obiettivo non è diventare contemporaneamente un maratoneta e un powerlifter, ma costruire un corpo capace di correre, sollevare carichi, muoversi bene e sostenere sforzi differenti.
Per questo l’Hybrid Training sta diventando sempre più interessante anche per runner, Trail, atleti OCR e Spartan Race e per chi cerca una preparazione fisica completa.
Il problema, però, non è fare più allenamenti.
È imparare a combinare correttamente gli stimoli.
Forza e corsa possono convivere?
Sì, se vengono programmate correttamente.
Allenamento di forza ed endurance producono adattamenti differenti, ma questo non significa che debbano necessariamente essere separati.
Il problema nasce soprattutto quando volume, intensità e recupero non vengono gestiti.
Inserire una seduta pesante per le gambe e il giorno successivo delle ripetute ad alta intensità, ad esempio, potrebbe compromettere la qualità del secondo allenamento.
Per questo un programma ibrido dovrebbe considerare:
livello di allenamento;
obiettivo principale;
volume settimanale;
intensità delle sedute;
capacità di recupero;
eventuali limitazioni individuali.
Non esiste quindi una scheda ibrida universale.
I vantaggi dell’allenamento ibrido
Combinare forza e lavoro cardiovascolare permette di sviluppare qualità differenti all’interno dello stesso percorso.
Il lavoro con sovraccarichi può contribuire allo sviluppo della forza e della massa muscolare, mentre corsa e attività aerobica migliorano la capacità di sostenere uno sforzo nel tempo.
Un approccio ben organizzato può quindi lavorare contemporaneamente su:
forza, resistenza, composizione corporea, capacità cardiovascolare e performance generale.
È particolarmente interessante negli sport in cui queste capacità devono necessariamente convivere.
Pensiamo, ad esempio, a una Spartan Race: essere forti senza avere resistenza può diventare limitante, esattamente come correre velocemente senza avere sufficiente forza per affrontare gli ostacoli.
Come organizzare forza e corsa
La parola chiave è recupero.
Una possibile organizzazione potrebbe prevedere due sedute dedicate alla forza e due alla corsa, alternando gli stimoli più impegnativi.
Per esempio:
Giorno 1: forza
Giorno 2: corsa aerobica
Giorno 3: forza
Giorno 4: corsa specifica o intervalli
È soltanto un esempio.
La distribuzione dovrebbe cambiare in funzione dell’obiettivo e della persona.
Un runner che vuole migliorare la forza avrà esigenze diverse rispetto a chi proviene dalla palestra e vuole iniziare a correre.
Il ruolo di mobilità e qualità del movimento
Allenarsi non significa soltanto aumentare chilometri o carichi.
Conta anche come il corpo riesce a gestirli.
Mobilità, controllo del movimento, storia degli infortuni e risposta ai carichi possono influenzare la programmazione.
Perché nell’allenamento ibrido fare più cose non significa necessariamente ottenere più risultati.
La differenza sta nel trovare il giusto equilibrio tra forza, resistenza, movimento e recupero.








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